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Liverpool Ottocentesca in un giorno: cosa vedere

La città di Liverpool affonda le sue radici in tempi molto antichi, parliamo dell’anno 1190 addirittura. Eppure, proprio come Londra, la sua struttura odierna è legata a doppio filo agli sviluppi in epoca vittoriana. Ecco perché quello che voglio proporti oggi è un itinerario breve ma intenso che ti porterà a spasso nel tempo e che con un po’ d’impegno riuscirai a gestire nell’arco di una sola giornata. 

Liverpool Ottocentesca in un giorno – La St. George’s Hall

Il tour non può che cominciare dalla spettacolare St. George’s Hall, non solo per la rilevanza storica di questa struttura, ma anche perché se raggiungi Liverpool in treno arrivando alla stazione di Lime Street, uscendo sarà la prima cosa che rapirà il tuo sguardo. A questa hall ho già dedicato un articolo oltre che un video girato in collaborazione con VisitBritain, quindi ti lascio il link per un approfondimento, ma ci tengo a specificare che si tratta di molto più di una semplice sala: è un edificio nato per consacrare la rilevanza economica e culturale della città. Clicca qui per scoprire di più sulla St. George’s Hall di Liverpool

Liverpool Ottocentesca in un giorno – Royal Albert Docks

In origine Liverpool non era che un intreccio di 7 strade, tuttora esistenti, cioè Bank Street (oggi Water street), Castle Street, Chapel Street, Dale Street, Juggler Street (oggi High Street), Moore Street (l’attuale Tithebarn Street) e Whiteacre Street (oggi Old Hall Street). Sarebbe probabilmente rimasta un centro dalle dimensioni ridotte se non fosse diventata il cuore pulsante del commercio transatlantico dell’Inghilterra

All’inizio del Settecento, anche Daniel Defoe, il celebre autore di Robinson Crusoe, commentò così l’attività sempre crescente della città:

“Liverpool vanta un commercio opulento, rigoglioso e in costante crescita con la Virginia e le colonie inglesi in America. Fanno affari con l’intera isola [della Gran Bretagna], spediscono navi sino in ​​Norvegia, Amburgo e nel Baltico, nonché in Olanda e nelle Fiandre”.

Quella che possiamo a tutti gli effetti definire una rivoluzione commerciale per Liverpool, accadde per lo più nel Settecento, sebbene per diversi decenni essa non diede gran lustro alla città: il ramo commerciale più fruttuoso infatti fu purtroppo quello legato alla tratta degli schiavi. I maggiori profitti erano il risultato di una sorta di triste triangolo economico: i prodotti delle fabbriche di Manchester venivano ceduti agli africani in cambio di schiavi, gli schiavi erano poi trasportati al di là dell’Atlantico fino alle Indie Occidentali, da dove grandi quantità di zucchero cominciavano il loro tragitto verso Liverpool e il cerchio si chiudeva. Non fu quindi un caso che la raffinazione dello zucchero divenne una delle industrie fiorenti a Liverpool… e che iniziò a correre la voce che ogni edificio della città si ergesse su fondamenta fatte del sangue dei poveri schiavi africani: tra il 1700 e il 1807 le navi salpate da Liverpool trasportarono circa un milione e mezzo di africani, in condizioni disumane.

Nel 1807 la tratta degli schiavi fu abolita e molti dei commercianti sfruttarono i loro contatti per reinventarsi in altri campi e continuare a fare affari con l’Africa e l’America, così Liverpool mantenne una posizione dominante nel commercio con l’Africa fino alla seconda guerra mondiale. Ma arriviamo ai nostri Albert Docks: inaugurati nel 1846, diedero una completa svolta all’attività commerciale di Liverpool. Si trattava di un enorme complesso di edifici che copriva un’area complessiva di circa 3 ettari, necessaria per controllare l’attività portuale a 360°. Per la prima volta il porto fu attrezzato con enormi magazzini a prova di incendio per conservare le merci in partenza e in arrivo, oltre a una serie di migliorie logistiche per rendere gli spostamenti più semplici e veloci, tra cui delle grandi gru.

Liverpool Ottocentesca in un giorno – The Pump House

Proprio per assecondare il progresso tecnologico dell’area, nel 1878 fu inaugurata una stazione di pompaggio: esiste tuttora ed è stata convertita in un pub estremamente caratteristico

Liverpool Ottocentesca in un giorno – Maritime Museum

La tradizione portuale della città meritava senz’altro di essere valorizzata attraverso un museo: passeggiando attraverso gli Albert Docks, noterai un’ancora che segnala l’ingresso del Liverpool Maritime Museum. Oltre a raccontarti la storia della tratta degli schiavi a Liverpool, il museo propone sezioni dedicate anche a navi iconiche fortemente legate alla città come il celebre RMS Titanic

Liverpool Ottocentesca in un giorno – Monumento al “Working Horse”

Abbiamo citato il progresso tecnologico che ha permesso di rendere più rapide ed efficienti le operazioni commerciali, ma prima del progresso c’era la fatica, tanto dell’uomo quanto quella del cavallo. Proseguendo la tua passeggiata lungo i docks, ti troverai al cospetto di una statua di un cavallo, di recente costruzione ma dall’anima antica: si tratta di un monumento inaugurato nel 2010 per rendere omaggio ai cavalli che per oltre 250 anni hanno rappresentato il vero motore del commercio di Liverpool: al picco della sua attività, la città impiegava contemporaneamente ben 20.000 bestie, una cifra seconda solo a Londra. 

Liverpool Ottocentesca in un giorno – Cunard Building

Quelle elencate fin qui, mi paiono le tappe immancabili durante una passeggiata ottocentesca lungo gli Albert Docks. Proseguendo lungo la riva del fiume, superata un’affascinante traccia della vecchia ferrovia, ti troverai di fronte a tre edifici, in apparenza anch’essi ottocenteschi, ma in realtà più recenti. Si tratta, nell’ordine, del Port of Liverpool Building del 1907, del Royal Liver Building del 1911 e del Cunard Building del 1916. Queste tre strutture oggi ospitano principalmente uffici, ma è talvolta possibile visitarle in occasione di eventi particolari… quindi magari mentre passi dai un’occhiata all’ingresso per scoprire se è il tuo giorno fortunato. 

Metto in particolare l’accento sul Cunard Building, che ospita attualmente gli uffici della linea Cunard, spesso citata da Dickens in quanto quella che lo condusse sino in America. La compagnia fu fondata nel 1839 e attorno al 1870 fu assorbita dalla White Star Line, tristemente famosa soprattutto per il suo Titanic. 

Liverpool Ottocentesca in un giorno – la Chiesa di St. Luke

La Chiesa di St. Luke è ben più antica della Cattedrale di Liverpool, completata solo nel 1978. Ecco perché, nonostante la Cattedrale meriti senz’altro una visita per la sua maestosità, è con la Chiesa di St. Luke che la Liverpool Ottocentesca ritorna in vita. Fu costruita tra il 1811 e il 1832 e la magnificenza degli esterni ci dimostra che disponesse delle dimensioni necessarie a farne anche un’imponente concert hall. Recandoti sul posto ti renderai però presto conto del perché sia soprannominata la “bombed-out church”, la chiesa bombardata: solo le pareti esterne infatti sopravvissero ai bombardamenti del 1941, trasformando l’imponente chiesa in una struttura a metà tra l’epico e lo spettrale. Vale senz’altro una visita. 

Liverpool Ottocentesca in un giorno – Britannia Adelphi Hotel

Se hai seguito le mie stories su Instagram saprai che, trovandomi sul posto, ho indagato per cercare l’hotel che più volte ospitò Dickens durante i suoi soggiorni a Liverpool. Al tempo era semplicemente l’Adelphi Hotel, oggi si chiama Britannia Adelphi Hotel ma ho potuto constatare di persona che si tratta proprio della stessa struttura, che mantiene gli interni originali in tutta la loro eleganza. Siccome a me è capitato di trovarmi a Liverpool in un giorno in cui l’accesso non era consentito a causa di un evento privato, ti consiglio di chiamare prima del tuo arrivo per sincerarti di non fare inutilmente il tragitto (anche se comunque l’hotel si trova a pochi minuti a piedi dalla stazione di Lime Street, da cui sono arrivata e partita). 

Liverpool Ottocentesca in un giorno – Un tè a Palm House

All’interno di Sefton Park, leggermente fuori città, si trova una spettacolare Palm House. Il parco risale al 1872, mentre la Palm House, che è a tutti gli effetti quello che noi definiremmo un giardino d’inverno, aprì nel 1896 grazie alla generosa donazione di un benefattore locale, tale Henry Yates Thompson. Purtroppo i danni subiti durante le guerre da un edificio costruito in prevalenza con un materiale delicato come il vetro furono ingenti, e di fatto la Palm House che vediamo oggi fu totalmente ricostruita nel 2001, curando il progetto nei minimi dettagli così che restituisse ai visitatori tutto il suo splendore dell’epoca vittoriana. Durante il periodo estivo è possibile gustare un tradizionale afternoon tea inglese alla Palm House, per la prenotazione puoi cliccare qui.

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Sei sul blog di Laura Bartoli

Da anni studio, colleziono e traduco Charles Dickens. Sono una digital strategist appassionata di libri antichi e viaggio alla ricerca dei luoghi dove il tempo si è fermato all’età vittoriana. Questo blog è lo spazio virtuale in cui racconto le mie avventure a cavallo tra passato e presente. Clicca qui per conoscermi meglio!