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Norfolk Street: la via che cambiò la vita di Charles Dickens (e non solo)

Norfolk Street oggi non esiste più: la strada fu distrutta negli anni ’70 ma conserva tutta la sua linfa vitale attraverso le opere di Charles Dickens. Non sono quelle di cui è protagonista indiscussa — come il meraviglioso racconto de La signora Lirriper, che viveva proprio a Norfolk Street — ma anche in quelle storie ambientate in scenari più esotici, dall’America al Polo Nord.

Dickens vi giunse infatti per la prima volta nel 1815 quando era ancora un bimbo, e lì alloggiò con la famiglia per due anni. Londra, il più grande palcoscenico dei suoi futuri successi letterari, gli si rivelava finalmente nei suoi sfarzi e nella sua miseria, proprio a partire da Norfolk Street. Quella stessa miseria che sette anni dopo fu costretto a conoscere così bene; quello squallido scorcio di Old Hungerford Stairs, dietro lo Strand, incombette su di lui dalla finestra della sua postazione della fabbrica da lucido da scarpe, ogni giorno, per quasi tre anni. Non era ancora passata una settimana dall’inizio di quell’incubo terribile che il padre finì in galera per un debito di venti sterline col fornaio che, secondo il biografo Peter Ackroyd, si trovava proprio al pian terreno della loro vecchia casa a Norfolk Street.

Norfolk Street su una mappa di Londra degli anni ’50 del Novecento

Gli eventi della vita lo allontanarono da Norfolk Street per otto anni, ma poi di nuovo, lo condussero là. Stavolta i capitoli più bui erano finalmente chiusi e Charles s’era deciso a lasciarsi alle spalle la carriera legale (aveva lavorato come impiegato allo studio di Edward Blackmore). Il giorno dopo il suo diciottesimo compleanno si convinse di dare una svolta decisiva al suo futuro e proprio dal numero 10 di Norfolk Street inviò la richiesta per avere accesso alla sala di lettura del British Museum, assolutamente deciso a darsi da fare per “domare il selvaggio mistero della stenografia”, come decenni dopo avrebbe fatto il suo David Copperfield. Tra le mura di quell’appartamento apprese con ostinazione e non poche difficoltà il metodo Gurney, riuscendo così ad avviarsi una carriera da cronista. Fu grazie a quell’impiego che Charles scoprì la sua vocazione per la scrittura e, come si dice, il resto è storia.

Di certo non fu una coincidenza che, nel 1864, quando era ormai la star più celebre del pianeta, l’autore decise di restituire il favore a quel luogo che aveva segnato tanto profondamente la sua vita rendendolo la dimora dell’immaginaria signora Lirriper, che divenne ben presto un fenomeno nella Londra del tempo. Come ci ricorda un passo del Saturday Review:

“Sono solo 12 le pagine dedicate alla signora Lirriper, eppure è così chiaramente delineata in quello spazio ristretto che a malapena ci riesce di credere che non esista davvero e che due settimane fa nessuno ne avesse mai sentito parlare.”

The Saturday Review, 12 dicembre 1863, xvi, 759-60

Durante i miei viaggi dickensiani in UK non potevo trattenermi dall’esplorare l’area in cui al tempo di Dickens sorgeva Norfolk Street. Oggi quello spazio è coperto da un edificio universitario, che si slancia tra le sopravvissute Arundel Street e Surrey Street, ma con un po’ d’attenzione ho potuto scorgere un indizio della vecchia Norfolk Street: esiste ancora un’insegna abbandonata di un certo Norfolk Hotel.

Photo credit: Laura Bartoli

E vi dirò di più, effettuando delle ricerche ho anche scoperto che nel 1868, quindi poco dopo la pubblicazione del racconto della signora Lirriper e prima della morte di Dickens nel 1870, a Norfolk Street era presente addirittura un certo Dickens Hotel. Non sono ancora riuscita a individuarne la collocazione precisa, ma vi aggiornerò a mano a mano che le mie ricerche proseguiranno.

Fra gli altri grandi personaggi che hanno abitato a Norfolk Street ricordiamo Percy Shelley, Washington Irving, Samuel Taylor Coleridge e Alfred Tennyson.

E mentre la gente correva invano a cercare il numero 81 di Norfolk Street (la strada non arrivava al numero 60), Dickens scriveva al Saturday Review, che pubblicò la breve recensione riportata in alto: “Certamente, la signora Lirriper viveva sul fianco est della strada (come facevate a saperlo?) ma non tanto in fondo quanto pensate. Sul lato a nord di Howard Street. Era una vecchietta eccezionale. Che Iddio la benedica!”

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Laura Bartoli

Da anni studio, colleziono e traduco Charles Dickens. Sono una digital strategist appassionata di libri antichi e viaggio alla ricerca dei luoghi dove il tempo si è fermato all’età vittoriana. Questo blog è lo spazio virtuale in cui racconto le mie avventure a cavallo tra passato e futuro. Clicca qui per conoscermi meglio!

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