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Viaggio nel Barsetshire di Anthony Trollope

Questo articolo è stato scritto da un autore esterno, Luca Gandolfi: Appassionato di lettere, classicità e archeologia, è dal 2014 insegnante di Letteratura Inglese e Francese presso il Circolo Filologico Milanese e da oltre 20 anni tiene seminari dedicati a scrittori europei e americani. Ha pubblicato per la Hemingway Society e collaborato a diversi progetti letterari, tra cui la recente traduzione di Domestic manners of the Americans, di Frances Trollope.

Siamo all’inizio della carriera di Anthony Trollope, di certo non una partenza facile per l’autore. I suoi primi romanzi poggiano sull’esperienza come funzionario delle poste in Irlanda e sono legati alla recente Grande Carestia, ma non riscuotono un grande successo.

Prova con il romanzo storico, ottenendo però un successo ancora più scarso. A questo punto è la madre Frances Trollope a dargli una dritta: gli spiega che quel genere, ispirato alla scuola fondata da Walter Scott, è ormai finito, e gli rivela con estrema convinzione che ormai a vincere sul mercato sono i fashionable novels: romanzi che, se nel loro primo significato si identificavano con i silver-fork, la narrativa di tema e ambiente aristocratico, ora abbracciano anche il domestic novel, il provincial novel, la saga familiare e il romanzo politico; insomma il verismo borghese.

Anthony fa proprio il consiglio materno e lo unisce alle storie viste e sentite durante le sue peregrinazioni lavorative nella campagna inglese. Probabilmente è da questo impulso che nasce il Barsetshire, la contea nella campagna inglese per definizione, dove si svolge la sua serie di romanzi più nota: le Cronache del Barsetshire. Il Barsetshire rappresenta quella che è conosciuta come deep England, un’Inghilterra agricola e legata alle vecchie tradizioni che esiste idealmente contrapposta all’industrializzazione in espansione.

Di certo un avido lettore di Jane Austen, Trollope se ne fa erede per alcune tematiche ed elementi narrativi, ma è questa sua ambientazione rurale ed idillica, fuori dal tempo e sprofondata nei valori della vecchia Inghilterra, che più lo lega all’autrice di Orgoglio e Pregiudizio, rendendo difficile per il lettore capacitarsi del fatto che circa cinquant’anni separano i balli di Netherfield Park dalle cene al castello di Gatherum. Al punto che, in una parodia estrema del proprio stesso mondo, Monica Thorne, una zitella sessantenne estremamente tradizionalista, organizza un party nella propria residenza che ha tutti gli aspetti di una sagra medievale (Le torri di Barchester).

I personaggi delle Cronache sono ecclesiastici di vario livello e di diversa appartenenza, utili a mettere in luce, nello stile ironico e quasi parodistico di Trollope, le forti contrapposizioni tra Chiesa Alta e Chiesa Bassa, piccoli aristocratici, la borghesia professionale e il duca di Omnium, il ricco proprietario del castello di Gatherum. 

Dove si trova il Barchester?

Le contee reali d’ispirazione sono diverse, con Barchester, la città cattedrale della contea, probabilmente ispirata a Winchester, ma la mappa finale del Barsetshire che ne è stata estratta è unica e ancora oggi viene utilizzata da lettori e appassionati per ritrovarsi nella complessità dei sei romanzi della serie.

Il Barsetshire non muore con Trollope. Non solo fanno capolino di tanto in tanto i nomi delle sue stazioni in qualche film, ma nel Novecento la scrittrice Angela Thirkell farà propria la contea come luogo dei propri romanzi.

Trollope scopre subito degli imitatori, come è il caso di Margaret Oliphant con le Cronache di Carlingford. Tra gli tra gli Anni ‘50 e ‘70, in una piena squireocracy letteraria, paciosi proprietari terrieri, pastori innamorati della figlia del dottore e aristocratici in vena di balli nelle loro residenze di campagna invadono la narrativa inglese.

E oggi? Guardiamo una serie di telefilm come Midsomer Murders (L’ispettore Barnaby) e scopriamo di nuovo una profonda inghilterra rurale, immaginaria nel nome ma emblematica nello spirito, dove nulla è cambiato dal Barsetshire di Trollope. E a proposito: nel 2015 è uscito un romanzo dal titolo Barchester Murders, con un Anthony Trollope investigatore nella propria contea e tra i propri stessi personaggi; il Barsetshire è lo spirito della campagna inglese e della sua narrazione che continua a conservarsi attraverso scritture, riscritture e rinominazioni.

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Sei sul blog di Laura Bartoli

Da anni studio, colleziono e traduco Charles Dickens. Sono una digital strategist appassionata di libri antichi e viaggio alla ricerca dei luoghi dove il tempo si è fermato all’età vittoriana. Questo blog è lo spazio virtuale in cui racconto le mie avventure a cavallo tra passato e presente. Clicca qui per conoscermi meglio!

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