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Anita Street: la strada che cambiò il destino della gente di Manchester

Le strade a Manchester ti catapultano direttamente nelle atmosfere dell’Inghilterra vittoriana. Percorrendone alcune in particolare, lungo le quali si slanciano imponenti edifici di mattoni rossi, si ha proprio l’impressione di trovarsi agli albori della città della rivoluzione industriale. C’è però una strada nello specifico che, forse più di tutte le altre, custodisce il senso profondo del progresso non di una città – ma di una nazione intera. 

Sto parlando di quella che oggi è conosciuta come Anita Street: è una viuzza nel quartiere di Ancoats, vicino al Northern Quarter di Manchester, oggi considerata fra le più esclusive della città – ormai è praticamente impossibile ambire ad accaparrarsi anche un piccolo bilocale per meno di 300.000 sterline. 

La storia di Anita Street

L’obiettivo iniziale con cui venne costruita questa via non fu certo quello di dar vita a un nucleo abitativo elegante e raffinato, anzi. Già a partire dalla fine del Settecento, Ancoats era diventato un concentrato di cotonifici, strategicamente collocati in vista dell’inaugurazione del canale di Rochdale nel 1798, che avrebbe aperto nuovi orizzonti agli industriali di allora. Una gran quantità di fabbriche portava inevitabilmente con sé una quantità ben maggiore di operai che, considerando gli orari spesso disumani che si trovavano a dover affrontare, avevano necessità di alloggiare nei pressi dei cotonifici. È facile immaginare che nessuno di loro disponesse delle risorse per poter ambire ad alloggi dignitosi: nel giro di poco tempo, Ancoats divenne un agglomerato non solo di fabbriche, ma anche di case straripanti di gente, disumanamente ammassata in gran quantità in ogni stanza o cantina disponibile. 

Perché in quella zona non alloggiava nessuno della classe media?

Verrebbe da chiedersi perché mai in quella zona non fossero precedentemente sorte anche dimore di gente benestante, visto che ovunque vi siano delle fabbriche, dovevano esserci anche dei ricchi imprenditori. La risposta si celava dietro ai forti venti che spingevano verso Ancoats tutti i fumi delle ciminiere provenienti dal resto della città. Per questo, nel 1845 il sociologo ed economista Friedrich Engels spiegò, analizzando le terribili condizioni degli operai in quell’area, che era credenza popolare che “solo i lavoratori fossero in grado di respirarli”. 

Più la situazione si fece drastica, più divenne difficile da ignorare: per fortuna nel 1853 Manchester ottenne ufficialmente lo status di città, evento che condusse alla nascita del Manchester City Council. Il nuovo organo amministrativo portò in superficie un forte orgoglio cittadino e uno slancio da parte della nuova città verso il mostrare al mondo il suo valore economico e sociale. Va da sé che non si potesse più chiudere un occhio di fronte alle terribili condizioni della classe operaia. 

La nascita di Anita Street

Così, per la prima volta, vennero introdotte delle misure che imponevano delle regole ferree circa la presenza di servizi igienici all’interno degli edifici e prevedevano delle sanzioni in caso di abitazioni non idonee. Fu condotta una ricerca che dimostrò che tra le 3.000 e le 4.000 persone si trovavano in fin di vita proprio per via di condizioni igieniche inadeguate solo all’interno del reticolo di 25 stradine alle spalle di Oldham Road, la strada principale di Ancoats. Si pensò a un esperimento: avviare il primo progetto di social housing di tutta l’Inghilterra. I primi sforzi vennero convogliati nella realizzazione di Victoria Square, che oggi vediamo ancora proprio alla fine di Anita Street, che consisteva in un complesso di appartamenti pensati per ospitare 800 persone e che prevedeva lavanderie comuni e strutture per la conservazione delle provviste, e un bagno ogni due appartamenti

Gli affitti però si dimostrarono troppo alti perché il progetto risultasse davvero accessibile alla gente cui era destinato, perciò all’inizio il complesso rimase per lo più vuoto. Il Council però non si diede per vinto, così tre anni dopo inaugurò Sanitary Street, composta da due file di case, ognuna dotata di bagno e lavabo – ufficialmente la prima strada del Regno Unito con un bagno per ogni casa!

Sanitary Street fu riempita nel giro di poco, e rappresentò quindi la rinascita di un paese dal punto di vista degli standard abitativi e della qualità generale della vita durante e dopo la rivoluzione industriale. Eppure, gli abitanti successivi della via preferirono sbarazzarsi della connotazione sociale che il nome della strada portava con sé: attorno al 1920 eliminarono la S iniziale e il “ry” finale per trasformarla semplicemente in “Anita Street”. Identica esternamente nell’aspetto e intrisa di tutto il fascino della storia del progresso di Manchester, questa strada conserva ancora l’essenza più autentica dell’Inghilterra dell’Ottocento e merita senz’altro una visita!

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Sei sul blog di Laura Bartoli

Da anni studio, colleziono e traduco Charles Dickens. Sono una digital strategist appassionata di libri antichi e viaggio alla ricerca dei luoghi dove il tempo si è fermato all’età vittoriana. Questo blog è lo spazio virtuale in cui racconto le mie avventure a cavallo tra passato e presente. Clicca qui per conoscermi meglio!